VENEZIA – Non un semplice rendiconto numerico, ma il racconto di una storia collettiva. È stata una relazione carica di emozione quella presentata da Marco Semenzato, Presidente uscente della Croce Rossa di Venezia, durante l’Assemblea Ordinaria dei Soci tenutasi il 19 dicembre.
Davanti a volontari e consiglieri, Semenzato ha tracciato il bilancio morale e operativo del Comitato, ribadendo la natura unica dell’Associazione: *Non siamo un’azienda, ma un’associazione che evolve per meglio aiutare*.
La metafora delle formiche e la sfida post-Covid
Guardando al cammino svolto, il Presidente ha utilizzato un’immagine potente: “Abbiamo scelto di essere formiche, lavorando con forza e umanità per non lasciare indietro nessuno, nemmeno nei momenti più difficili“.
Se durante la pandemia il Comitato è cresciuto in termini di risposta, la vera sfida si è rivelata essere il “dopo”: continuare a esserci quando i riflettori si sono spenti, restando accanto agli ultimi e agli invisibili del nostro territorio.
Obiettivi 2025: 800.000 euro per il territorio
La concretezza dell’azione umanitaria passa anche attraverso la gestione delle risorse. Con un bilancio preventivo di 800.000 euro, il Comitato punta a un potenziamento strutturale su quattro assi principali:
- Miglioramento della Sede;
- innovo della flotta mezzi;
- Investimenti sulla formazione;
- Supporto alle Unità Territoriali.
“Ogni euro investito ha un solo scopo: il bene di chi ha bisogno“, ha sottolineato Semenzato.
“Siamo tutti fratelli”
In chiusura, un richiamo ai valori fondanti. Citando il motto di Solferino “Siamo tutti fratelli” e l’esempio di Edith Cavell, il Presidente ha esortato i soci a mantenere vivo lo spirito di servizio: “Uniti possiamo fare la differenza. Continuiamo a scegliere di fare qualcosa di utile per gli altri“.