Marco Semenzato, ex presidente: La mia Croce NON finisce qui!

Superare i limiti delle singole unità territoriali per favorire una crescita collettiva.

Marco Semenzato, presidente del Comitato di Venezia della Croce Rossa nel quadriennio 2022-26, ha scelto di non ricandidarsi per un secondo mandato. Il 17 maggio, la competizione ha consegnato il testimone a Marco Moretto. In questi giorni la nuova presidenza, appena insediatasi, sta procedendo alla riorganizzazione della squadra di consiglieri e delegati.

Intercettiamo Marco Semenzato per raccogliere le sue riflessioni a freddo.

Ripercorrendo il mandato alla guida del Comitato di Venezia, quali sono stati i successi conseguiti per la comunità veneziana? E quali sono le perduranti criticità, se presenti?

«Tra i successi più significativi conseguiti per la comunità veneziana vi è senza dubbio l’attivazione della convenzione col servizio 118. In ambito sociale, un traguardo fondamentale è stato rappresentato dalla distribuzione dei viveri AGEA e dalle raccolte alimentari promosse dai nostri Volontari. Per quanto riguarda le criticità, la sfida principale rimane legata alla complessa morfologia del territorio e all’emergere di nuove aree di disagio sociale. Il nostro obiettivo futuro sarà quello di implementare nuove strategie d’intervento per intercettare e rispondere efficacemente a queste vulnerabilità crescenti

La complessità logistica del territorio di Venezia, diviso tra terraferma e laguna, richiede mezzi e formazione specifici. In che modo il Comitato ha conseguito la tempestività dei soccorsi di acqua e di terra durante la sua presidenza?

«Tra gli obiettivi del Consiglio c’era quello di dare un maggior impulso alla formazione, al fine di avere Volontari più preparati e pronti alle necessità del momento. Tra le iniziative principali, abbiamo introdotto per tutti l’obbligo del Corso di Avvicinamento all’Acqua per poter svolgere attività in ambito acqueo (IDRO). Soprattutto, abbiamo voluto uniformare la formazione per tutti i volontari, centralizzandola il più possibile per garantire interventi tempestivi e un servizio sempre più vicino alla popolazione

Negli ultimi anni si è registrato un forte aumento delle richieste di assistenza, legato a nuove forme di vulnerabilità sociale ed economica. Quali dinamiche ha intercettato il Comitato di Venezia e come avete riadattato l’obiettivo dell’Inclusione Sociale?

«Negli ultimi anni, il Comitato di Venezia ha intercettato un progressivo mutamento dei bisogni, caratterizzato da nuove forme di isolamento sociale, fragilità economica delle famiglie e vulnerabilità legate all’invecchiamento della popolazione. Di fronte a queste dinamiche, abbiamo riadattato l’obiettivo dell’Inclusione Sociale puntando sulla formazione specifica dei nostri Volontari. Questo ci ha permesso di accorciare le distanze con la cittadinanza e di intercettare tempestivamente le criticità quotidiane: interventi di prossimità e piccoli gesti di supporto che, nel loro insieme, fanno grandi differenze per chi si trova in difficoltà

Il coinvolgimento delle nuove generazioni è l’obiettivo di Croce Rossa Italiana. Che risposta ha ricevuto dai giovani del territorio nel corso del suo mandato? Quale messaggio si sente di lasciare a chi guiderà i futuri volontari?

«Questo Consiglio ha cercato di coinvolgere sempre di più i giovani, favorendo momenti di formazione e di inclusione. I giovani sono il nostro presente e il nostro futuro; proprio per questo, dobbiamo permettere loro anche di ‘sbagliare’, senza criticarli, ma sostenendoli nel percorso di crescita. Solo così potremo migliorare non solo la nostra associazione, ma l’intera comunità. Questo è il messaggio che mi sento di lasciare ai futuri leader

Al termine di questa esperienza di presidenza, quali ritiene debbano essere le priorità strategiche per il prossimo Consiglio Direttivo e in che modo intende continuare a dare il suo contributo al mondo del volontariato?

«Le priorità del prossimo Consiglio Direttivo dovranno essere mirate a sviluppare una visione sempre più aperta e lungimirante, superando i limiti delle singole unità territoriali per favorire una crescita collettiva. Per quanto mi riguarda, questa presidenza è stata un’esperienza fondamentale che mi ha permesso di guardare al futuro della Croce Rossa con occhi nuovi. Il mio obiettivo rimarrà la formazione continua per tutti i Volontari, e continuerò ad adoperarmi affinché questa sia il più completa possibile. In questo senso continuerò le mie attività all’interno dell’associazione. La conoscenza dei singoli si tramuta nella consapevolezza di essere Croce Rossa. La nostra divisa è unica: indossandola, rappresentiamo anche tutti quei volontari che operano nelle zone di guerra e ovunque ci sia bisogno di aiuto

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